Il circuito narrativo e l’esperienza diretta

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La neuroscienza ci dice che ci sono due modi fondamentalmente differenti di interagire con l’ambiente: uno è il “circuito narrativo” (la storia che ci raccontiamo) e l’altro è l’esperienza diretta.

Il circuito narrativo si basa su un processo autoreferenziale (“ego”, “io” o “personalità”), spiega la neuroscienza, ed è cioè la “storia” che ci raccontiamo, le nostre interpretazioni che abbiamo dato agli eventi passati e che abbiamo “immagazzinato” e che filtrano ciò che viviamo nel presente.
Il “circuito narrativo” per interagire con l’ambiente si basa quindi sull’esperienza passata.

L’altro circuito invece è il circuito dell’ “esperienza diretta”: è questo il circuito che usano coloro che meditano e viene usato anche dagli scienziati.

La Mindfulness non solo permette di notare la differenza tra queste due modalità di interagire con l’ambiente, ma ti permette anche di scegliere quale circuito tu vuoi usare. Ricordiamoci che più usi il circuito dell’esperienza diretta, più forte diventa questo circuito.

Possiamo anche dire che l’esperienza diretta guarisce dalla “frammentazione”, dalla separazione. Perché in questo modo, concentrandoci sull’esperienza diretta, usciamo dalla “testa” e entriamo nel “mind-body system” (nel sistema mente-corpo) che è naturalmente connesso al sistema energetico più grande dell’ambiente. Questo ci permette di riconnetterci con una interezza (wholeness) che finora è stata nel sottofondo e ci permette di prendere parte a questo campo energetico più grande e di usufruire le risorse presenti in questo campo.

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